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Ho una Fobia?

“Ryanair, paura in volo: si rompe un finestrino”

Titola così Tgcom24 ieri 10 luglio 2026 e la notizia fa subito il giro del mondo. Ma “paura” e “fobia” sono la stessa cosa? E se no, che differenza c’è? Facciamo chiarezza.

Cos’è una fobia?

Una fobia è una paura angosciosa che, pur essendo riconosciuta come irragionevole non può essere dominata, e obbliga a un comportamento finalizzato a evitare l’oggetto fobico. Treccani.it

Quindi è un vissuto impregnato di angoscia incontrollabile ed irrazionale che costringe all’evitamento di un determinato stimolo; è contemporaneamente un meccanismo che si innesca per evitare che l’individuo sia travolto da un’angoscia interna avvertita come ben più pericolosa.

Che differenza c’è tra Paura e Fobia?

La paura è un’emozione naturale che appartiene a tutto il regno animale di cui facciamo parte; una risposta fisiologica che prepara il corpo all’attacco o alla fuga per reagire rapidamente ad un pericolo imminente.

A differenza della paura, la fobia provoca un forte disagio e interferisce con la vita quotidiana. Chi ha una fobia è disposto a fare di tutto per evitare l’oggetto fobico nonostante molto di rado costituisca realmente un pericolo; inoltre se è impossibilitato a sottrarsi sperimenta una forte ansia o anche un attacco di panico.

PAURAFOBIA
Risposta a un pericoloPaura intensa e irrazionale
Proporzionale alla minacciaSproporzionato rispetto alla minaccia
TemporaneoDi lunga durata (6 mesi o più)
ProtettivoNon protettivo
Solitamente gestibilePuò causare panico
Raramente sconvolge la vitaSconvolge la vita quotidiana
Emozione naturaleDisturbo d’ansia
Differenze tra paura e fobia
fobia

Come si diventa fobici?

La teoria psicoanalitica contemporanea individua l’origine e lo sviluppo di una fobia nell’utilizzo inappropriato di tre meccanismi di difesa psichica. La Rimozione, la Proiezione e lo Spostamento.

La persona quindi prova un’angoscia interna originaria per una determinata situazione e sente di non riuscire a sopportarla; è una minaccia catastrofica per il proprio equilibrio emotivo per cui la rimuove immediatamente dalla coscienza. L’adulto che sente di non avere abbastanza risorse, o il bambino non contenuto emotivamente a sufficienza dalle figure di riferimento, proietta la causa di questa inquietudine all’esterno; la sposta quindi su un oggetto o su una situazione specifica (il volo, un insetto o altro). In questo modo, l’Io si difende da una sensazione intollerabile interna preferendo l’illusione di un pericolo esterno localizzato, poiché ha il vantaggio di poter essere evitato.

Il caso Ryanair può far insorgere la fobia di volare?

Sebbene l’episodio increscioso che hanno vissuto il 61enne serbo e tutti gli altri passeggeri a bordo del Boeing 737 Ryanair sia stato certamente traumatico, la risposta è no. Senza fare troppi giri di parole, un solo episodio per quanto terrificante e traumatico non può essere considerato in diretto nesso causale con l’eventuale sviluppo di una aerofobia. Certamente invece può contribuire insieme ad una serie di altri fattori precedenti e successivi all’incidente.

Cos’è l’Aerofobia?

Per Antonino Ferro, medico psichiatra e psicoanalista italiano molto apprezzato a livello internazionale, la fobia non è semplicemente il frutto di un contenuto rimosso. È invece il segnale di una carenza nella formazione del pensiero. È il tentativo della mente di dare una forma visiva a “pittogrammi” d’angoscia o ad affetti che non ha digerito emotivamente*. Nel caso del volo, l’aereo diventa il palcoscenico perfetto su cui viene proiettata l’impossibilità di tollerare le turbolenze emotive interne del soggetto, che vengono così trasformate in paura della turbolenza fisica dell’aria.

*Ferro, A., “Evitare le emozioni, vivere le emozioni”, Raffaello Cortina Editore, 2019

fobia di volare

I sintomi fobici sono quindi i tentativi che la mente fa di dare una forma narrativa ad affetti indigeriti dal pensiero. “I mostri della fobia sono i personaggi di una storia che non ha ancora trovato parole adeguate per essere raccontata.”

Altri psicoanalisti contemporanei invece evidenziano come l’aereo possa invece rappresentare un luogo fisico e psichico che costringe a delegare totalmente la propria sicurezza a un terzo (il pilota, la tecnologia). L’idea di lasciare il controllo, ovvero la propria modalità difensiva, ad altro/i determina un crollo psicotico che si manifesta mediante sintomi irrazionali (la fobia).

Ho una fobia, posso superarla?

In conclusione, la fobia non è un deficit cognitivo da correggere, ma un prezioso simbolo che può guidare alla riscoperta di pezzi importanti della propria storia. Il percorso terapeutico aiuta gradualmente a decostruire il sintomo, e l’angoscia originaria, finalmente nominata e integrata, può tornare a far parte naturalmente della dimensione psichica e della propria storia personale.

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Dr. Angelo Cirillo
Psicologo Psicoterapeuta

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